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C’è qualcosa di dispotico ed insieme di ribelle e rivoluzionario nei sentimenti che agitano l’animo umano. Essi arrivano non richiesti, si insinuano non invitati, se ne vanno non respinti. Pretendono di dominare, di essere monarchi assoluti, e vi riescono, con la presuasione o con la violenza. Sono despoti assoluti, vani e capricciosi come dèi greci, che non sentono ragione, non si lasciano domare nè ammansire da niente e nessuno; come bambini pretendono sempre di restare a giocare ancora un po’, quando ne hanno voglia, e quando non vogliono più non c’è modo di costringerli a rimanere: si ribellano e corrono lontani, ridendo della stupidità umana.
Ma come rivoluzionari piombano sull’ordinato sistema della ragione, che si illude di governare giustamente la vasta e multiforme landa dell’animo umano, e ne sconvolgono l’equilibrio, ne annientano il potere con la loro sola presenza. Ed esattamente come una rivoluzione, questo asconvolgimento avviene perchè necessario, inevitabile e inconsciamente desiderato, bramato.
C’è qualcosa di buffo nei sentimenti: creature invincibili, sempre respinte, sempre pretese.
1 commento finora
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Certo che le poesie della Bianca, in confronto…
Commento di Mrs.Lovett (sì, sono sempre io) ottobre 30, 2009 @ 10:18 pm